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Lo yoga nella vita reale o YAMA e NIYAMA - Yoga "off the mat" a.k.a. YAMA E NIYAMA

June 23, 2017

 

Spesso mi viene chiesto come possa lo yoga influire sul comportamento del praticante nella vita di ogni giorno.

Capisco la domanda, soprattutto perchè inevitabilmente questa proviene da amici e conoscenti non praticanti, o più in generale da persone incuriosite dall'enorme alone di mistero che avvolge il mondo dello yoga, che spesso dall'esterno è associato a esoterismo, particolari riti sacri o più generalmente ad una spiritualità esotica che da lontano appare più hippie/frikkettona che seria.

Ripeto, capisco l'equivoco, perché il mondo occidentale è per sua natura scettico, e difficilmente concepisce una cultura lontana e differente dalla propria come ugualmente valida e degna di rispetto.

Da occidentali, portiamo negli occhi questa diffidenza verso qualunque sistema diverso da quelli che usiamo noi, e un mondo come quello dello yoga appare ad uno sguardo superficiale una ginnastica da frikkettoni.

Lo yoga è un sistema di vita, che poco ha a che fare con la ginnastica e tantomeno con i frikkettoni (anche se effettivamente può accadere che il praticante dopo alcuni mesi, abbandonando gran parte dello stress e facendo della rilassatezza il caposaldo della propria vita, assuma un pò i tratti comportamentali tipici dello stereotipo hippie).

Lungi da essere solo una ginnastica, il sistema dello yoga tradizionale impone al praticante un percorso di autodisciplina sia interiore che nei confronti del prossimo - attraverso i famosi 8 passaggi cui egli deve fare capo nella vita di ogni giorno, per potersi evolvere e innalzare come essere umano, nel percorso che ricongiungerà il suo sé all'assoluto.

Ora, senza alcuna pretesa di essere una guida esaustiva, vediamo nel concreto quali di questi passaggi, che appaiono negli Yoga Sutra del saggio Patanjali, testo base della disciplina e guida universale di cui nessun praticante può evitare lo studio, sono da considerare l'applicazione vera e propria della disciplina YOGA nella vita reale.

 

1° PASSAGGIO: YAMA

Il primo stadio prevede l'osservanza di 5 precetti morali, cui il praticante deve attenersi fin dall'inizio del suo percorso:

- non violenza (ahimsa)

- verità (satya)

- non rubare (asteya)

- castità (brahmacarya)

- non avidità (aparigraha)

Ognuno di questi precetti di rettitudine universale si rifà ad un'ampia gamma di significati, ma per semplificare possiamo affermare che il fine ultimo di YAMA è quello di non nuocere ad alcuna creatura vivente con pensieri, parole, fatti - compresi NOI STESSI.

Vi prego di prendervi un secondo per capire quanto può essere difficile applicare alla lettera questi precetti.

Immaginiamo la nostra giornata tipo - quanti pensieri negativi facciamo, quanto spesso critichiamo o giudichiamo gli altri, senza contare cosa mangiamo, quante volte mentiamo o non agiamo in buona fede.

Nessuno di noi può dire il contrario, perché siamo umani.

Parte dei doveri del praticante è proprio il resistere a queste tentazioni, tipiche dell'essere umano, e fare il meglio che può.

Se tutti si attenessero a questo come pensate che si starebbe, a questo mondo.....?

 

2° PASSAGGIO: NIYAMA

- Saucha (purezza del corpo, delle azioni e dei pensieri)

Il famoso corpo come un tempio (vedi post precedente).

Ecco perché non di rado i praticanti seguono una dieta sana e ricca di elementi utili, evitando per quanto possibile di sporcare la casa della nostra anima.

Generalmente è un processo naturale, difficilmente vi verrà voglia di ingurgitare robaccia ogni giorno se siete praticanti assidui, senza contare che il corpo brama cibi sani già dopo poche settimane di pratica regolare.

- Santosha (contentezza)

Anche qui, vi garantisco che verrà da se insieme alla pratica - migliorerà l'umore e impareremo a farci scivolare addosso le cose.

- Tapas (austerità)

Impareremo spontaneamente a dominare i nostri istinti più bassi per elevarci come esseri umani

- Svadhyaya (studio individuale)

Un ampio lavoro su noi stessi accompagna la nostra pratica quanto ci affacciamo al mondo dello yoga - proprio per adeguarci il più possibile a quanto sopra descritto.

- Ishvarapranidhana (abbandono verso Dio).

la cosa più importante: imparare a lasciar perdere.

E' anche la cosa più difficile. Spesso sentirete dire dal vostro insegnante - "lasciate andare le preoccupazioni, lasciate andare il nervosismo, i pensieri negativi".

E' così - con ogni espirazione tutto questo sembra quasi  abbandonare fisicamente il nostro corpo.

 

Questi sono solo i primi due passi del cammino dello yoga, quelli che riguardano strettamente la nostra vita, il nostro comportamento e le relazioni con gli altri.

Vi posso assicurare che, spesso un processo spontaneo e graduale si accompagna alla pratica fisica, e la fatica che facciamo ad applicare tutti i precetti descritti poco sopra dipende in massima parte da quanto siamo esposti alle perturbazioni del mondo esterno, dal lavoro che facciamo, dalle persone che frequentiamo, dalla vita che ci siamo creati.

PIù siamo esposti a polemiche, critiche, persone tossiche, pensieri negativi, più il cammino sarà tortuoso e difficile - ma d'altra parte, più ne abbiamo bisogno.

Quindi il mio consiglio è - applicatevi, lavorate su voi stessi per attenervi ai semplici precetti di YAMA e NIYAMA, farete un favore a voi stessi e ispirerete chi vi circonda.

Insegnatelo ai vostri figli.

Aiutateci a costruire un mondo diverso, che quello che c'è ora fa male al cuore.

Namaste

______

 

Almost everyday I am asked how can yoga affect our personality, besides affecting our body shape.

The question often comes from friends and relatives who do not have a consistent yoga practice, which is obvious, since yoga on the outside may appear as a esotheric/hippie/bohemian spiritual practice, often seen with skepticism and distrust.

This happens because of the innate skepticism of the Western culture, that is not ready (and I am afraid never will be) to meet with openness and trust such a distant and foreign culture as the Eastern, so different and apart.

We as Western people, generally carry this skepticism with us, and apply it to everything we stumble upon.

 

Yoga is a life style, which has little to do with gymnastic and hippies - although you may appear quite as relaxed and happy right after a few months of regular yoga practice, while letting go of stress and resentment, and letting relaxation and tolerance guide your life.

Anyway, far from being just an athletic exercise, yoga is a system that affects every single aspect of the practitioner's life, laying behind him/her a long path of selfconsciousness, which aims to regulate his/her life and his/her relationships with others - through the traditional eight limbs the practitioner must rely to grow as a human being and get back to the absolute.

 

Now we will try to simplify thetwo moral backbones of the traditional yoga teachings, especially those who most affect everyday life - that you find in the YOGA SUTRAS by Patanjali, the text that is said to have inspired the whole yoga system, and the foundation of spiritual life.

 

1° STEP: YAMA

the first step recommends the observation of five moral precets, that the practitioner will have to adopt in his/her everyday life:

- non-violence (ahimsa)

- truthfulness (satya)

- not stealing (asteya)

- continence (brahmacarya)

- not wanting (aparigraha)

 

Following the yamas means sticking to ideals and principles. It is about development of positive traits that will transform the human nature into a divine nature and annihilate cravings and negative qualities.

The last and most important goal of these principle is promoting a peaceful cohabitation between all the living creatures on Earth, since they have to be applied to the relationships between human beings, between humans and other creatures, and to ourselves either.

Please take a minute to understand how difficult can be to adapt them to our everyday life.

How many negative thought we do, how many times we criticize and judge other people, not to mention what we eat, how many times we lie, and so on.

Nobody can say the opposite, because we are human.

To elevate him/herself as a human being, a part of the duties of the practitioner is resisting this instincts, and doing the best we can.

If everybody did this, how do you think the world would be?

 

2° PASSAGGIO: NIYAMA

Shaucha: (purity, both internal and external)

The body as a temple (see previous post)

This is why practitioneers often follow a healthy and nourishing diet, to avoid dishonouring the home of our soul.

This is generally a natural process, since it's difficult to find someone who has a consistent yoga practice and eats junk food on a regular basis - actually after a few weeks of physical practice your body will crave healty and unprocessed food.

Santosha: contentment

This will come with physical practice too, we learn to enjoy what we have, desiring less, and our mood will improve by consequence.

Tapas:(especially mental austherity)

Learn to restraint and control the mind and you will grow as a human being, as an exercise of endurance.

Svadhyaya: (self study)

Know yourself.

Ishvarapranidhana (self surrender to God or to the absolute)

how many times you hear your teacher say "Let go".

This is the most important rule - learn to let go of what you can't change.

While you practice, while your expire, everything you don't need seems to leave the body, and infact it does.

 

This are the first two steps of the spiritual path of yoga, regarding our life and our relations with others.

I assure you that more or less they all spontaneously come along with physical practice, but sometimes you have to work on yourself to improve your own ability to surrender and be a better person.

The more our life is exposed to stress, negative companies, polemics, the harder will be to stick to this path, but on the other hand, the more we need to do it.

So, my suggestion is, work hard on yourself, follow YAMA and NIYAMA as honestly as you can, and you will do a favour to yourselves and to the rest of the world.

Teach YAMA and NIYAMA to your children.

Help us build a different world, since the one we have really breaks our heart.

Namaste

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