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Lisbona istruzioni per l'uso

February 25, 2017

Lisbona istruzioni per l'uso.
Regola numero 1:
mai, e dico MAI dimenticare gli occhiali da sole.
In questa città è difficile tenere gli occhi aperti, che ci sia il sole o no.
Anche in questa stagione la luce è talmente forte, dalla mattina alla sera, che capita di trovare ambulanti che vendono occhiali da sole in giro per le strade, per chi malauguratamente se li fosse dimenticati a casa.
Ed anche quando il sole scarseggia, dovrete proteggere gli occhi dal riverbero delle nuvole sui marmi dei palazzi e sui fantastici acciottolati di mosaico che ricoprono numerose vie e piazze della città.
Regola numero due:
scarpe comode e assolutamente SENZA suola liscia.
Una città di salite e discese, scalinate e miradouros (belvedere) ovunque, un carattere pazzesco di villaggio portuale che non sembra pronto per essere una capitale europea.
Abbiamo camminato chilometri e chilometri, dall'opulenza delle vie del centro alla semplicità dei quartieri popolari, dove le signore lavano i panni nelle fontane (l'ho viste io, davvero) e quando passi ti sorridono, quasi incredule che tu possa trovare interessante il quartiere dove sono cresciute e dove vivono in assoluta semplicità.
Passiamo davanti alle loro case e distogliamo lo sguardo, quasi a scusarci della nostra presenza e curiosità di turisti.
Per chi conosce l'Italia, fascino pari a Napoli (che io adoro), con alcune significative differenze, che non sto ad enumerare qui e che vi invito ad andare a scoprire di persona.
Ci si riposa, a domani.

 

How to handle Lisbon.

Rule n. 1:

never, ever forget sunglasses.

The light in this city is so strong, you can hardly keep your eyes open, sunny or not... you can easily meet  peedlers selling sunglasses in the streets, for those of us who happen to forget them at home.

And if it's cloudy, not a big deal, since you will have to protect your eyes from the white light reflecting on the smooth stones in the streets and squares around the center.

Rule number two:

Comfy trekking shoes.

This city is built on ups and downs, stairs and miradouros (viewpoints) everywhere, a big European city trapped in its identity of a small sea village.

We walked for hours and hours, from the richest squares in the center to the simple and charming peripheric areas, where women still wash the laundry in the fountains (word! I saw them myself) and smile when you stroll by, as if they were trying to understand why we're there.

We pass by their houses and look away, as if asking them to excuse us for being there and for our tourist curiosity.

For those of you who have been to Italy, Lisbon may very much look like Naples (that I love), with a few differences, that I suggest you to go and see for yourself.

Let's rest, see you tomorrow.

 

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